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E' un piccolo borgo isolato, vicino alla confluenza fra il
torrente Caina e il Nestore, che si riconosce a distanza dalle torri e da
grandi edifici: abitazioni d'epoca destinate a famiglie facoltose e all'ordine
religioso degli Agostiniani. Nella Chiesa parrocchiale si conserva il dipinto
della "Madonna della Misericordia" (1528). Si trova alle falde del
Monte Pugliano e prende nome dal torrente sulle cui rive sorge. La parola
"Pieve" richiama piccole comunità cristiane.
Fino al 1428 Pieve Caina veniva considerata fra le ville del
rione di Porta Susanna; dopo, con l'istituzione dei Capitani del contado, viene
compresa fra i castelli, facendo parte però del rione di Porta Eburnea. A chi
l'osserva da lontano, il paese si mostra con le sue torri e grandi edifici. La
torre, ormai quasi cadente, è ciò che rimane del castello, che un tempo fu
assai ricco e frequentato dalla nobiltà perugina, che possedeva anche i terreni
circostanti. Gli abitanti del borgo hanno dovuto a lungo provvedere alla
regolazione dei corsi d'acqua, come è anche dimostrato con l'intervento fatto
dai Priori di Perugia nel 1515 con un contributo di novanta fiorini, per il
rifacimento del ponte sulla Caina.
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